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    Simona Assocompositi
    Amministratore del forum

    I vantaggi ambientali legati all’impiego dei compositi sono indiscutibili: minor consumo di energia e minori emissioni di gas serra, maggior durata del componente anche in assenza di manutenzione, migliori prestazioni e maggiore sicurezza. Per quanto riguarda le altre fasi, la metodologia più idonea per quantificare l’impatto ambientale dei prodotti in materiale composito è senza dubbio l’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment, LCA). La conduzione di questa analisi può essere molto dispendiosa in termini di tempo e costi: richiede software e competenze specialistiche, nonché una verifica indipendente dei dati e della metodologia. Fortunatamente, l’associazione europea dei materiali compositi (EuCIA) ha messo a disposizione in anni recenti uno strumento (Eco Impact Calculator) per effettuare in modo semplice e rapido il calcolo dei principali fattori di impatto ambientale legati ai processi di fabbricazione dei componenti secondo uno schema “dalla culla alla consegna” (detto anche dalla culla al cancello, cradle to gate) che tiene conto della produzione delle materie prime, del trasporto presso il fabbricante e della produzione del componente. Per quanto riguarda infine il riciclo dei materiali compositi, attualmente la maggior parte dei prodotti viene macinato e usato come carica inerte per altri materiali (ad esempio asfalto o cemento), trattato nei termovalorizzatori (incenerimento con recupero di energia) oppure avviato alla discarica. La principale tecnologia per il riciclo oggi disponibile ad un elevato livello di sviluppo industriale è quella del trattamento dei compositi a base di fibra di vetro nei cementifici – noto anche come co-processing – nel quale avviene, oltre al recupero di energia dato dalla combustione della resina, anche un recupero di materia in quanto la composizione della fibra di vetro è perfettamente compatibile con quella della pozzolana o delle ceneri volanti, che sono additivi comunemente utilizzati per produrre cementi di miscela. L’ulteriore sviluppo e industrializzazione di tecnologie alternative di riciclo termico o chimico sta però rendendo disponibili anche altre soluzioni per il fine vita dei materiali compositi: i materiali compositi possono essere riciclati o recuperati attraverso processi di pirolisi o decomposizione termica a letto fluido, processi termochimici (solvolisi) e elettromeccanici (frammentazione con impulsi ad alta tensione) o combinazioni di questi. Non tutte queste tecnologie alternative sono però oggi disponibili su scala industriale e i metodi di lavorazione possono avere effetti non trascurabili sulla qualità delle fibre (lunghezza, resistenza, rigidità) influenzando così il modo in cui le fibre riciclate possono essere utilizzate.

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