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La nuova politica commerciale dell’UE

By 7 Marzo 2021Marzo 9th, 2021No Comments

La Commissione europea ha presentato lo scorso 15 febbraio 2021 la strategia commerciale dell’UE per i prossimi anni, basata sull’apertura e volta a favorire la ripresa economica, il rafforzamento del multilateralismo e la riforma delle norme commerciali globali.

L’UE ha deciso di dotarsi di una nuova strategia commerciale per affrontare nuove sfide: le conseguenze economiche e sociali della pandemia di Covid-19, i cambiamenti climatici, le tensioni internazionali, con il maggiore ricorso all’ unilateralismo da parte degli Stati. La nuova strategia mira a creare un nuovo consenso per una politica commerciale fondata sulla sostenibilità e l’assertività e che rafforzi la posizione dell’UE quale leader a livello mondiale di un commercio basato su regole. Il nuovo concetto di autonomia strategica aperta, elaborato dalla Commissione prevede di avvalersi delle opportunità offerte dall’apertura e dall’impegno globale dell’UE, difendendo al contempo gli interessi a livello interno ed esterno. L’UE vanta un’importante rete di accordi commerciali, per un totale di 46 accordi con 78 partner e beneficia di un avanzo commerciale. Si stima che nell’UE 35 milioni di posti di lavoro dipendano dal commercio. Ciononostante, nel prossimo decennio l’85% della crescita globale avrà luogo al di fuori dell’Europa. In tale quadro l’apertura servirà a rafforzare la resilienza, contribuire a mantenere la competitività delle imprese europee, rendere il mercato unico più attrattivo, affrontare i cambiamenti climatici e altre sfide globali.
A tal fine, sono individuati 3 obiettivi fondamentali:
  1. Sostenere la ripresa e la trasformazione dell’economia dell’UE in linea con i suoi obiettivi verdi e digitali;
  2. Definire norme globali per una globalizzazione più sostenibile e più equa;
  3. Aumentare la capacità dell’UE di perseguire i propri interessi e far valere i propri diritti, anche autonomamente, se necessario.
Per conseguire tali obiettivi, la Commissione si concentrerà sui seguenti settori: Riforma dell’Organizzazione Mondiale del Commercio; sostegno alla transizione verde e promozione di catene del valore responsabili e sostenibilipromozione della transizione digitale e degli scambi di servizirafforzamento dell’impatto normativo dell’UE; approfondimento dei partenariati dell’UE con i paesi vicini, i paesi dell’allargamento e l’Africa; rafforzamento dell’attuazione degli accordi commerciali a garanzia della di parità di condizioni per le imprese dell’UE.
All’interno di tali settori, con riferimento al rafforzamento del ruolo dell’OMC, l’UE prevede di: adottare una serie di riforme incentrate sullo sviluppo sostenibile e integrare la sostenibilità nei lavori dell’Organizzazione; rafforzare le norme dell’OMC contro le ricadute negative causate dall’intervento statale nelle economie dei suoi membri; trovare una soluzione duratura all’attuale stallo del sistema vincolante di risoluzione delle controversie; rendere più efficace il monitoraggio delle politiche commerciali dei suoi membri, aumentando la trasparenza delle pratiche commerciali e migliorando le modalità di funzionamento dei comitati.
Per sostenere la ripresa l’UE prevede di: Sfruttare al meglio gli accordi commerciali esistenti a favore delle impresein particolare PMI; adottare un approccio strategico alla cooperazione in materia di regolamentazione; creare maggiori opportunità commerciali verdi; creare le giuste condizioni per concludere e ratificare gli accordi in America centrale e latina e in Asia-Pacificorafforzare i legami commerciali e d’investimento con i paesi di vicinato, i paesi dell’allargamento e l’Africa, grazie a una migliore integrazione di queste regioni nelle catene di approvvigionamento e alla promozione di investimenti sostenibili; vagliare opzioni per una strategia dell’UE in materia di crediti all’esportazione a sostegno delle imprese dell’UE.
L’UE si impegna a far leva sul suo potere a livello mondiale e sulle solide relazioni commerciali per favorire un commercio più equo e sostenibile promuovendo: azioni in favore della sostenibilità in ambito OMC; l’impegno dei Paesi del G20 per rendere le loro economie climaticamente neutre; l’utilizzo degli accordi commerciali e di investimento dell’UE quali piattaforme per dialogare con i partner sugli aspetti del Green Deal europeo, quali biodiversità, politica alimentare sostenibile, inquinamento ed economia circolare; il riconoscimento delll’Accordo di Parigi quale base per tutti i futuri accordi commerciali; l’adozione di misure efficaci per l’attuazione dei capitoli sul commercio e sullo sviluppo sostenibile negli accordi commercialilo stabilimento di norme dell’UE sull’obbligo di diligenza vincolante per le imprese per garantire che il lavoro forzato sia escluso dalle catene di valore delle imprese dell’UE. Finché la relativa legislazione vincolante in tale ambito non sarà in vigore, la Commissione fornirà orientamenti per aiutare le imprese dell’UE ad adottare le misure appropriate.
L’UE svilupperà strumenti per affrontare le nuove sfide e proteggere le imprese e i cittadini europei dalle pratiche commerciali sleali promuovendo il ruolo del Responsabile dell’esecuzione degli accordi commerciali (CTEO) per massimizzare i benefici dei risultati negoziati per le imprese e per eliminare gli ostacoli per l’attuazione degli accordi e per lo sviluppo sostenibile; saranno inoltre elaborati nuovi strumenti online per sostenere le imprese dell’UE e uno strumento di lotta alla coercizione.
Per approfondimenti:
(fonte: Ufficio ICE di Bruxelles)